Ad Auletta, in provincia di Salerno, si è svolta la presentazione del libro “ Auletta 2025. 80° anniversario della fine della seconda guerra mondiale” di Antonio Gagliardi edito da Edizioni “Il Saggio” Centro Culturale Studi Storici di Eboli.
La presentazione è stata preceduta da un momento commemorativo, fortemente voluto dall’Autore, che ha visto la deposizione al monumento ai caduti di Auletta di una corona in memoria dei martiri della prima e della seconda guerra mondiale, unitamente all’esecuzione dell’inno di Mameli ed all’alzabandiera.

Successivamente la comunità aulettese intervenuta e tutti gli invitati si sono spostati all’interno della Casa delle Parole, auditorium comunale per la presentazione del libro ed un confronto sui temi trattati. Erano presenti il dott. Giuseppe Iannicelli, giornalista in qualità di moderatore, il Sindaco di Auletta dott. Antonio Caggiano per i saluti di rito, il Comandante della Stazione dei Carabinieri di Auletta Antonio D’Alessio, il Cav. Giuseppe Barra storico ed editore del libro, l’Avv. Ida Gagliardi in qualità di collaboratrice alla stesura del libro, il Prof. Michele Marsico già Dirigente scolastico e autore di molti libri sulla storia locale, l’Avv. Raffaele Boninfante consigliere comunale.
L'intervento conclusivo è stato del Prof. Antonio Landi, Presidente Nazionale Associazione Combattenti e Reduci accompagnato da una nutrita delegazione della Sezione di Sicignano Degli Alburni, che ha presentato alla platea l’Associazione che egli stesso presiede a livello nazionale e che in ultimo ha inaugurato la propria sezione anche in Auletta.
Antonio Gagliardi, già autore di molti lavori dedicati alla storia di Auletta, ha inteso con questo scritto onorare la memoria dei deceduti aulettesi a causa della seconda guerra mondiale; guidato da spirito di riconoscenza e rispetto ha ricostruito la singola storia di ognuna delle trentatré vittime di tale guerra, dedicando pari attenzione ai bambini vittime inconsapevoli ed agli eroici combattenti in battaglia.
Leitmotiv di ogni intervento è stata la necessità di non smettere mai di ricordare l’orrore della guerra per evitare di aprire le porte a nuovi tragici scenari.
