Al Teatro Sannazaro di Napoli "Pierino e il lupo" con Enrico Lo Verso. Regia di Francesco Branchetti

Al Teatro Sannazaro di Napoli "Pierino e il lupo" con Enrico Lo Verso. Regia di Francesco Branchetti

Il teatro come magia e luogo della sottrazione. Il regista Francesco Branchetti e l’attore Enrico Lo Verso, a pochi giorni dal debutto di Pierino e il lupo di Sergej Prokofiev al Teatro Sannazaro di Napoli, si raccontano tra aspettative e nuovi progetti.              
 
Il teatro è  davvero magia. La capacità e l’opportunità di giocare con sé stessi, con i ruoli che  si scelgono o che vengono affidati, la possibilità di guarire e vincere fragilità e paure penetrandole, analizzandole, “ indossandole”, di trasformarle in azione e recitazione, il talento di tramutare l’ansia in gradimento ed applauso, sono solo alcuni degli ingredienti di questa magia. Poche cose posseggono  lo stesso fascino  e la magia si protrae e propaga all’infinito quando, come nel mio caso, si ha la fortuna di sentirsi raccontare il teatro dalla voce dei diretti protagonisti, da chi lo vive ogni giorno e lo ama in maniera così viscerale da non concepire un giorno senza copione, regia, prove generali.
 
Con Francesco Branchetti, vulcanico regista e attore, potrei dire di essermi quasi abituata agli effetti di questa magia, considerata la mole di produzione e di attività che lo porta costantemente, e con successo, in giro per tutta l’Italia. E invece, altra magia: l’abitudine è spazzata via da un entusiasmo e da una creatività inarrestabili e il refrain spesso abusato “ è sempre come la prima volta” non è una frase fatta, appunto, ma una naturale disposizione dell’anima. In questa intervista, che anticipa il debutto al Teatro Sannazaro di Napoli della celebre opera Pierino e il lupo di Sergej Prokofiev con la regia di Francesco Brachetti, la magia è doppia, visto che oltre al regista, il racconto di ciò che accadrà, è affidato anche al suo protagonista, l’attore Enrico Lo Verso.
 
Francesco Branchetti
                                                                                           
 Francesco Branchetti, quale sensazione si prova a misurarsi con Pierino e il lupo? È un'emozione grande legata all'opera, legata al teatro dove debutteremo ma soprattutto legata alla mia passione per la musica, oltre che ad una storia piena di metafore, piena di simboli, così suggestiva, poetica e pregna di immagini di grande teatralità.
La musica è una grande protagonista dell’opera. Quali sono i momenti in cui il pubblico ne avvertirà il ruolo in maniera inequivocabile? Non posso che risponderti dall'inizio alla fine perché la musica è un vero e proprio attore che insieme all'interpretazione di Enrico, costituisce l'asse portante dello spettacolo, costruisce immagini di grande fascino, metafore potenti, poesia infinita. Non si tratta solo di musica: è storia della musica, un vero capolavoro del nostro tempo.
 
Enrico Lo Verso è il protagonista: cosa ti piace del suo modo di interpretare il ruolo? E la vostra sintonia si basa su? Mi piace il suo essere interprete nel senso assoluto del termine e cioè il  vivere con il corpo, con la voce e con la mimica ogni parola, ogni pausa, ogni respiro del testo . Cosa ci unisce? Senz'altro l'avere più o meno vissuto lo stesso periodo storico ed essere uniti da molte passioni comuni sia per quanto riguarda il teatro che per quanto riguarda il cinema. L’intesa  è stata facile sin dall'inizio e questo aiuta molto nel lavoro.
 
Cosa ti aspetti dalla prima di Napoli? Mi auguro che il pubblico viva lo spettacolo con lo stesso cuore che ci abbiamo messo noi nel farlo.
 
Prossimi progetti? Il prossimo spettacolo ad andare in scena sarà quello su Casanova con Lorenzo Flaherty. Poi ci saranno le repliche degli spettacoli con Barbara De Rossi e la tournée dell' “Onorevole, il Poeta e la Signora” in cui sono in scena accanto a Lorenzo Flaherty e a Isabella Giannone
Enrico Lo Verso
Enrico Lo Verso, cosa l’ha spinta a confrontarsi con questa opera e con il  ruolo che interpreta? La semplicità di questa fiaba meravigliosa:  il teatro è il luogo della sottrazione, è il luogo dove ci togliamo tutte le sovrastrutture che nella vita spesso ci vengono messe addosso,  per cui benvenuta la semplicità di questa fiaba meravigliosa
 
La regia di Branchetti: cosa le piace e cosa, tecnicamente, la supporta nell’interpretazione? Mi ha aiutato perché insieme condividiamo la convinzione che l’unico faro in teatro è il rispetto per il pubblico e la sincerità nel lavoro e in ciò che si porta in scena.
 
 
Prossimi progetti? Intanto  proseguire con gli spettacoli che sto portando in scena che hanno successo e un ottimo riscontro di pubblico in tutta Italia.
Il teatro è magia ma anche  un invito a sognare. Francesco Branchetti ci aiuta a farlo: al suo fianco artisti disposti a sognare nello stesso modo e a portare  la magia ovunque.
 

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