Conosco di "persona" la Sagrada Familia da 40 anni. Sono arrivato al suo cospetto per la prima volta nel 1986. Ero un giovanotto che si affacciava alla vita, oggi sono un uomo che di quella vita si avvia al crepuscolo. Sono tornato più volte a Barcellona in questi quaranta anni e non ho mai mancato di visitare il Tempio Espiatorio di Antoni Gaudì. Questa chiesa ha sempre avuto una speciale attrazione nei miei confronti.

Ho visto con i miei occhi procedere, in quattro decenni, i lavori di costruzione che oggi raggiungono l'apice assoluto. La croce della Torre del Gesù svetta a 172,5 metri d'altezza. La Basilica di Barcellona diventa così la chiesa cattolica più alta del mondo. Questa Chiesa unisce il Cielo e la Terra.
Fin dal primo incontro con la Sagrada Familia ho avuto l'impressione che fosse un organismo vivente. Ho subito intuito che la grandezza di questa chiesa non era nelle sue torri svettanti, nelle forme inaudite, nell'effetto distopico. Non erano fredde pietre quelle che gli operai affastellavano seguendo gli immaginifici progetti dell'architetto catalano. Erano preghiere che l'una sull'altra si innalzavano componendo un'ardita costruzione d'arte e di fede. Questa vibrazione spirituale ed artistica rendeva e rende questa chiesa unica al mondo.

L'immagine che ho sempre conservato negli occhi è stata quella delle torri di cantiere che affiancano quelle della chiesa. Le guide turistiche ed i manuali di storia dell'arte la presentano come una chiesa incompiuta. Ma in realtà la Sagrada Familia è una chiesa viva perché la vita stessa non è mai compiuta ma si compie, appunto, mentre la viviamo. La Sagrada Familia non sarà mai finita come d'altronde tutte le grandi chiese cattedrali che dopo secoli sono ancora delle fabbriche attive.
Papa Leone XIV benedice oggi la torre cattolica più alta del mondo e l'opera geniale di Antoni Gaudì divorato dall'ansia inesausta del credente, dell'uomo che attraverso l'arte vuole raggiungere il Divino dell'umanità congiunta a Dio. Questa chiesa è il simbolo stesso della nostra esistenza. Ed un'esistenza vera non è mai compiuta perché mai si spegnerà nell'umanità il desiderio di cercare il senso e di dargli la forma che tramite l'immagine rimandi all'Assoluto.

