Fibromialgia e giovani. Alessandra Bigioni (ANAPP) :"il dolore invisibile che colpisce anche gli adolescenti"

Fibromialgia e giovani. Alessandra Bigioni (ANAPP) :"il dolore invisibile che colpisce anche gli adolescenti"

Quando si parla di Fibromialgia, l’immaginario collettivo continua ad associarla a una patologia dell’età adulta. Eppure, anche adolescenti e giovani adulti possono convivere con dolore cronico diffuso, con un impatto significativo su scuola, relazioni e qualità della vita.  Per la Giornata Mondiale della Fibromialgia del 12 maggio, ANAPP accende i riflettori su un fenomeno ancora poco raccontato: la Fibromialgia Giovanile e il ruolo della Psicologia nella gestione del dolore.   A portare questo contributo nel dibattito pubblico è Alessandra Bigioni, psicologa clinica e psicoterapeuta in formazione, con esperienza nel trattamento del dolore cronico nei giovani.

Alessandra Bigioni ANAPP

I numeri: un fenomeno sottovalutato    

Secondo la Società Italiana di Reumatologia (SIR), in Italia circa 10.000 bambini e adolescenti convivono con malattie reumatiche.
Accanto a queste condizioni, la letteratura scientifica evidenzia che la Fibromialgia giovanile ha una prevalenza stimata tra il 2% e il 6% della popolazione adolescenziale (Kashikar-Zuck et al., Pediatric Rheumatology, 2016; Weiss et al., Journal of Pediatrics, 2018).        

Uno studio pubblicato su Pediatric Rheumatology evidenzia una qualità della vita significativamente più bassa nei giovani pazienti.      

Un dolore che non si vede, ma cambia tutto   

La Fibromialgia Giovanile è caratterizzata da dolore diffuso, stanchezza persistente, disturbi del sonno e difficoltà cognitive. Il problema principale resta la sottodiagnosi. “Molti ragazzi riportano la sensazione di non essere creduti”, spiega Alessandra Bigioni.

Quando la Reumatologia Incontra la Psicologia           

Le evidenze sottolineano l’importanza di distinguere tra dolore infiammatorio e dolore centrale (Wolfe et al., Arthritis Care & Research, 2016). Studi dimostrano come stress e ansia influenzino il dolore (Eccleston et al., Pain, 2014). La terapia cognitivo-comportamentale migliora coping e qualità della vita (Kashikar-Zuck et al., Clinical Journal of Pain, 2012). Qui l’approccio Sistemico Relazionale può offrire un valido sostegno poiché interviene su più piani e dotare il paziente di strumenti utili per una maggiore qualità della vita quotidiana.

Per queste ragioni l’approccio multidisciplinare con un’equipe multiprofessionale che prenda in carico il giovane paziente fibromialgico è fondamentale. Una divulgazione su questo tema è ancora carente, sclerotica e a macchia di leopardo.È un dato di fatto che il combinato disposto tra una diagnosi complessa e troppe volte tardiva e una SSN che ancora non offre il dovuto sostegno economico e il pieno accesso alle cure porta i giovani pazienti ad avere una bassa qualità della vita con molteplici ricadute sul benessere mentale.  

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