Il panorama della letteratura investigativa italiana celebra un nuovo, prestigioso punto di riferimento. L’Associazione Culturale PordeNoir ha conferito ufficialmente il premio per la “Miglior Serie Noir” allo scrittore di Torre Annunziata Giovanni Taranto. Il riconoscimento corona il successo della saga dedicata alle indagini del Capitano Mariani, un’opera capace di conquistare critica e pubblico attraverso una sequenza di romanzi di altissimo profilo: “La fiamma spezzata”, “Requiem sull’ottava nota”, “Mala fede” e l’ultimo, crudo capitolo, “La chianca”.
Una serata di cultura e impegno civile. L’evento di premiazione si è distinto per un’atmosfera coinvolgente e un’alta partecipazione di pubblico. Al centro della serata, la presentazione de “La chianca” (Avagliano Editore), un romanzo d’impatto che scava senza sconti negli inferni della tratta degli esseri umani e della camorra vesuviana. Il dibattito è stato sapientemente moderato dall’avvocata Piera Tartara, che ha approfondito le trame e le riflessioni etiche che sostengono la scrittura di Taranto.
L'alto valore dell'iniziativa è stato confermato dalla presenza delle massime autorità e dei referenti della fondazione ospitante: Emilio Badanai Scalzotto, Assessore al Commercio del Comune di Pordenone; Alessandro Pazzaglia, Presidente di PordeNoir, insieme ai componenti del direttivo Francesca Fadalti, Maurizio Pertegato e Silvia Saitta; Franca Benvenuti per la Fondazione Giovanni Santin, accompagnata da Giovanna Santin.
Per lo scrittore di Torre Annunziata, questo premio rappresenta un ennesimo sigillo fondamentale alla carriera. Taranto, giornalista investigativo di lungo corso, è riuscito a fondere il rigore della cronaca nera e giudiziaria con una potenza narrativa fuori dal comune. Le sue opere hanno già varcato i confini nazionali, approdando nelle biblioteche di Harvard e Princeton, e vantano una bacheca ricca di trofei per il miglior giallo e la miglior serie italiana.

La giornata era iniziata con un importante momento di formazione professionale a Trieste, presso l'Ordine dei Giornalisti. Taranto ha tenuto un seminario sui rischi del giornalismo investigativo, con un toccante approfondimento sull’omicidio di Giancarlo Siani, di cui l'autore fu amico e collega. L’incontro ha visto anche l’intervento video di Paolo Siani, fratello del cronista ucciso dalla camorra nel 1985.
Il tour di presentazioni in Friuli Venezia Giulia si è poi concluso con altri due appuntamenti di grande successo: a Udine (26 marzo), presso le Librerie.coop Friuli, in un dialogo con Cecilia Scerbanenco davanti a una sala gremita; a Trieste (27 marzo), presso il Circolo della Stampa, con Pietro Spirito e l'introduzione di Pierluigi Sabatti.
