La dittatura del sapore. Diego Fusaro protagonista alla Galleria Arte Barbato di Scafati. Gustosa serata nei rinnovati locali

Primo evento del 2026 alla Galleria Arte Barbato di Scafati in uno show room completamente rimodellato e ristrutturato. Franco Barbato e Maria Nastro  hanno organizzato un dibattito che ha registrato un grande successo di affluenza e di partecipazione e che ha aperto le porte al pubblico dopo il restyling.

Ospite della serata il filosofo Diego Fusaro autore del libroLa dittatura del sapore” centrato sulla globalizzazione dei consumi e sull’omologazione dei sapori e delle abitudini alimentari che stiamo vivendo in questo momento storico.

Al dibattito introdotto da Franco Barbato e Marisa Nastro, moderato dal giornalista Peppe Iannicelli, hanno partecipato la dottoressa Miriam Barbato biologo nutrizionista, il dottor Alessio Baldi biologo nutrizionista, lo chef Lorenzo Montoro. Interventi della giornalista e scrittrice Maria Pia Nocerino.

“Continua anche per il nuovo anno il percorso costruttivo della Galleria Arte Barbato nell’interesse collettivo del territorio”, afferma il gallerista Franco Barbato.

“La bellezza, infatti, non riguarda solo le arti figurative ma ogni aspetto della nostra esistenza e l’arte culinaria e la convivialità a tavola sono momenti di grande bellezza. Quest’evento lo avevamo in mente da diversi mesi e dopo la ristrutturazione dei nostri locali abbiamo deciso che fosse giunto il momento perfetto!”

“Il professore Fusaro è già stato ospite in un nostro evento in passato- gli fa eco Marisa Nastro curatrice dell’evento- e insieme a mia figlia Miriam, biologo nutrizionista, abbiamo pensato a questa serata per discutere insieme di un argomento molto importante, qual è appunto l’attenzione a quello che ogni giorno portiamo in tavola affinché mangiare bene aiuti a vivere bene!”

La discussione è stata aperta dal giornalista Peppe Iannicelli che ha ricordato l’importanza delle tradizioni per la cucina italiana ma anche quanto le novità possano essere un valore aggiunto:” Veniamo da un patrimonio molto radicato e al quale siamo molto legati, ma è bello e molto arricchente prendere spunto da tradizioni diverse dalla nostra. Non dimentichiamo, ad esempio, che due alimenti che sono diventati il cardine della dieta mediterranea e cioè il pomodoro e la patata sono giunti a noi solo dopo la scoperta dell’America ed hanno profondamente cambiato il nostro modo di alimentarci. Mai chiuderci, quindi, alle novità nel rispetto della diversità dei gusti e senza omologazione di massa.”

Da sx Miriam Barbato, Alessio Baldi, Maria Pia Nocerino, Diego Fusaro, Franco Barbato, Marisa Nastro, Peppe Iannicelli

Diego Fusaro ha parlato del rischio di un’omologazione del sapore a causa dei nuovi menù del mondo globalizzato: “E’ in atto una guerra contro la nostra identità culturale - denuncia il filosofo-Il cibo non nutre solo la pancia, ma anche la testa. La globalizzazione dei consumi   ci sta imponendo modelli uniformi per arrivare ad un’omologazione dei sapori e delle abitudini alimentari. Le grandi multinazionali spingono al consumo di prodotti standard che rischiano di cancellare la biodiversità culturale. Altro rischio è la perdita della convivialità sacrificata in nome di una vita veloce e frenetica, in cui le famiglie non hanno più il tempo di consumare un pasto insieme, perdendo così il momento sacro in cui ci si ritrovava intorno al desco non solo per mangiare, ma anche per raccontarsi e fare tesoro delle esperienze altri.”

“Quando preparo un piatto mi piace pensare che dietro quella ricetta c’è una tradizione che ha le sue radici nel tempo e mi emoziono, perché non si tratta di preparare da mangiare ma appunto di tramandare sapori, profumi e ricordi legati alla famiglia e al piacere di condividere il cibo. Amo la cucina tradizionale anche se sono anche molto aperto a studiare e a sperimentare nuovi alimenti e nuove tecniche”, precisa lo chef Montoro.

Proprio di nuovi alimenti parla il biologo nutrizionista Alessio Baldi:” Mi occupo da anni dell’uso degli insetti nell’alimentazione consumati in varie parti del mondo per motivi ambientali e nutrizionali. Gli insetti costituiscono una fonte alternativa di proteine di alta qualità, di   vitamine, minerali e grassi buoni. Ed il loro utilizzo produce anche un enorme vantaggio ambientale perché richiedono meno acqua, occupano meno suolo e   producono meno gas serra.”

“In un sistema alimentare dominato da cibi processati pensare ad un’alimentazione sana purtroppo rimanda immediatamente all’idea di una restrizione alimentare. Invece non è assolutamente cosi. Mangiare sano, mangiare bene non vuol dire stare a dieta ma, appunto, evitare quegli alimenti che subiscono trasformazioni e che sono altamente pericolosi per il nostro organismo”, afferma la dottoressa Miriam Barbato biologo nutrizionista.

Maria Pia Nocerino ha rimarcato il valore della convivialità come patrimonio sociale e culturale da preservare e valorizzare.

Molte le interazioni con il numeroso pubblico presente in galleria che hanno dato vita ad un interessante dibattito alla fine del quale è stato aperto il ricco e salutare buffet allestito dall’erboristeria Paluna di Patrizia Nastro, che ha messo tutti d’accordo.

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