Napoli. A Villa Di Donato 13 Luglio  "Dedicato a voi" con Romano e Montore. Patrizia De Mennato annuncia il Premio Paolo Tesauro- I Vulcani Napoli/Catania
Patrizia De Mennato (al centro della foto) all'ingresso di Villa Di Donato
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Lunedì 13 luglio alle 21.00 la corte di Villa di Donato ospita il concerto "Dedicato a voi" con  David Romano - violino  e  Mario Montore – pianoforte. Il programma propone Musiche di Ernst Bloch, W.A.Mozart e Cesar Franck. Il concerto anticipa come sempre  il programma di Villa Pennisi in Musica  (Acireale, 1/14 agosto 2026).

"In occasione del concerto - annuncia la padrona di casa Patrizia De Mennato -  sarò felice di annunciare l'istituzione del Premio Paolo Tesauro - i Vulcani Napoli/Catania.  Destinato ad un giovane musicista  classico che potrà perfezionarsi in una Masterclass di Villa Pennisi nella stagione 2027. Il Vulcano è  opera di Lello Esposito, che ringrazio".

 L'istituzione del premio Paolo Tesauro custodisce la memoria e l'eredità culturale e civile dell'insigne costituzionalista Paolo Tesauro scomparso poco meno di un anno orsono. Egli amava insieme al rigore della legge anche l'arte e la bellezza come espressioni della più nobile umanità. 

Paolo Tesauro

"Questa serata è dedicata a coloro che interverranno, ma in particolare - prosegue Patrizia De Mennato - si raccoglie attorno a una dimensione intima e originaria, quella degli affetti lontani. Non geograficamente, non temporalmente, ma in un altroquando. I brani in programma tracciano un sentiero, interpellando direttamente chi ascolta, lasciando a ciascuno la libertà di riconoscersi come destinatario della dedica, mentre come viandante segue i brani della serata. Perché così spesso fa la musica, che anche senza essere conosciuta o nota sembra essere scritta esattamente per noi, attraversa il tempo e le barriere per parlare a ciascuno in modo diretto, intimo e personale".

Patrizia De Mennato

Il Nigun di Bloch è canto interiore, voce senza parole, lamentazione che affonda le radici nella tradizione chassidica. Non cerca di spiegare il dolore: lo attraversa, con quella dignità del sentire che non ha bisogno di giustificarsi.

La Sonata K. 304 di Mozart porta con sé una data precisa: Parigi, 1778. Sua madre era morta poche settimane prima, lontano da casa, accanto a lui. Mozart non scrisse musica
da lutto — scrisse questa sonata. E qualcosa nell’Andante cantabile, nell’inquietudine
che non si risolve, sa di notte insonne, di silenzio in un posto straniero. La memoria non ha bisogno di essere dichiarata per essere presente.

Franck chiude la serata come si chiude una lunga conversazione: con calore, con la certezza di essersi capiti. Il tema che ritorna trasformato nel finale è come tornano le persone amate — in forma diversa, ma riconoscibili. È una musica che trasforma il dialogo tra violino e pianoforte in un respiro continuo, quasi un legame che non si spezza.

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