“Racconti svizzeri” il libro di Luciano D’0nofrio è la storia di un uomo mite e umile, che ha imparato a camminare accanto alle persone che ha incontrato nella sua vita senza sopraffare mai nessuno.
Luciano D’Onofrio ha presentato “Racconti svizzeri “ a Salerno , incontrando amici , colleghi d estimatori in una serata piena di emozioni e di grande partecipazione.
L’evento è stato moderato dalla giornalista Patrizia de Mascellis con gli interventi della Prof.ssa Antonietta Iannelli, la giornalista Rita Occidente Lupo, il Prof. Mario Senatore e Nunziante De Maio presidente dei Cavalieri dell’Ordine di Carinzia.
Tra un intervento e l’altro la serata è stata allietata dall’esibizione del Maestro Giangiacomo Buccella , campione mondiale di fisarmonica e formatosi con l’Orchestra Casadei .
Nel suo libro D’onofrio racconta gli anni trascorsi in Svizzera, dove era emigrato in gioventù in cerca di lavoro. La sua narrazione procede con alcuni flash- foward in cui riemergono gli avvenimenti che più hanno segnato la sua vita, attraverso anche un dialogo con alcune donne che oggi, dopo tanti anni, ricorda ancora con infinita dolcezza. Mirka, Magdalena, Gudrum e poi Francesca, amanti o amiche reali, che hanno allietato e riempito di amicizia ed amore le sue giornate di giovane emigrato. I primi anni di D’Onofrio in Svizzera, infatti, non furono certo facili. Arrivato a San Gallo poco più che ventenne, dopo aver rinunciato agli studi di scienze religiose a Salerno, ebbe incarichi molto diversi e pesanti. Dapprima addetto alle pulizie della cucina, poi aiuto cuoco, poi responsabile di sala: sempre con il pensiero alla patria lasciata alla quale ha sempre desiderato tornare!
Anni duri per il ragazzo nato a Solofra, che spostandosi tra vari alberghi svizzeri, alimenta il sogno di tornare in Italia. E sarà ancora una donna a cambiargli la vita: Ada la dolce e timida ragazza che diventerà sua moglie e con la quale costruirà una bella famiglia in Italia.
D’Onofrio racconta la sua storia sottovoce, ma con uno stile che affascina e offusca tutti. I sacrifici, le privazioni, la difficile condizione di emigrato in Svizzera vengono addolciti dalla mitezza del suo cuore e dal languido ricordo di uomini e donne che lo hanno arricchito e sostenuto , soprattutto nei giorni più cupi.
