Teatro Genovesi Salerno. La Compagnia dell'Eclissi porta in scena "La regola dei terzi" con la regia di Marcello Andria. Sabato 28 Febbraio e Domenica 1 Marzo

Teatro Genovesi Salerno. La Compagnia dell'Eclissi porta in scena "La regola dei terzi" con la regia di Marcello Andria. Sabato 28 Febbraio e Domenica 1 Marzo

Sabato 28 Febbraio alle 21,15 e Domenica 1 Marzo alle 19 al Teatro Genovesi la Compagnia dell’Eclissi porta in scena “La regola dei terzi” di Marco De Simone, testo pluripremiato in concorsi nazionali e internazionali. Con Enzo Tota e Marco De Simone, scene di Francesca Laghezza. La regia è di di Marcello Andria che così presenta il suo lavoro.

“La notte del 9 luglio 1943, che immediatamente precedette lo sbarco degli angloamericani nella Sicilia orientale, Robert Capa si lanciò con il paracadute da un aereo partito da Tunisi. Il più noto tra i fotoreporter di guerra del secolo breve si prefiggeva di documentare gli scontri tra gli Alleati e le truppe nazifasciste, che nella battaglia di Troina furono tra i più cruenti registrati sul suolo italiano durante il conflitto. Atterrò su un albero, sul quale rimase per molte ore, ferito, prima che alcuni compagni lo liberassero; fu accolto e soccorso da un contadino dell’entroterra, che gli prestò le prime cure. Fin qui la cronaca di un episodio storicamente attestato.

In La regola dei terzi, prendendo a prestito con pregnanza semantica il linguaggio tecnico della fotografia, l’autore scandisce il testo nella sequenza di undici episodi – Profondità di campo, Piano focale, Tempo di posa, Rumore, Lunghezza focale, Bilanciamento del bianco, Esposizione, Controluce, Messa a fuoco, Bokeh, Scatto – che segnano l’incontro, umanamente intenso e prezioso, di due esistenze antitetiche, di due traiettorie di vita destinate a non entrare mai in contatto se non, appunto, per un caso del tutto fortuito. 

Marcello Andria regista de "La regola dei terzi"

(…) A strappi, con l’intensa brevità dei fotogrammi, i due ripercorrono – prosegue Andria - a turno momenti salienti delle loro esistenze, accidentate e contorte com’è destino della gran parte dei viventi: per Capa l’abbandono forzato della patria e lo sradicamento; la perdita dell’amore della sua vita; l’ansia insaziabile – quasi subìta – di fissare l’obiettivo sull’atrocità della guerra, di denunciare e porre in evidenza il lato oscuro dell’uomo; per il contadino gli stenti della quotidianità; la disgregazione del nucleo familiare e sociale; la perdita degli affetti più cari; la solitudine.

Sia pure per un solo istante, nella fuggevole frazione di secondo in cui è racchiuso lo scatto di una vecchia Rolleiflex, l’isolano entrerà, come vuole la regola dei terzi, nel punto aureo dell’inquadratura, sul proscenio prospettico della Storia con la maiuscola: quello scandalo, come disse Elsa Morante, che dura da diecimila anni”.  

Il testo – scrive Marisa Paladino su Oltre Cultura - è l’immaginario racconto di un incontro, fortuito e inconsapevole, tra un fotoreporter ferito e un contadino dell’entroterra siciliana che lo accoglie in casa e lo soccorre; reale ed avvenuto è il fatto che il fotoreporter Robert Capa, nella notte tra il 9 e 10 luglio del ’43, nelle campagne fra Sperlinga e Troina, paesini dell’entroterra ennese, si sia paracadutato da un aereo per cadere su un albero, e restarci ferito per alcune ore, prima di essere soccorso a casa di un contadino del posto.
Tutt’intorno sta per iniziare, tra feroci scontri con le truppe nazifasciste, l’avanzata degli Alleati verso l’Italia continentale, quel ferito è un noto fotoreporter di guerra,  Endre Ernö Friedmann ebreo-ungherese passato alla storia come Robert CapaSalvatore è l’altro il contadino protagonista  dello spettacolo.
A questi due uomini, molto diversi per età, cultura e condizione sociale,  l’autore dà voce e vita, in un testo coinvolgente e profondamente umano, cercando di dare il giusto risalto, nella Grande storia guidata dai grandi uomini, ai fatti che coinvolgono le persone comuni, i cosiddetti  ‘civili’ che, per le sciagurate decisioni di pochi, subiscono effetti drammatici e devastanti nelle loro vite. In scena pochi ed essenziali mobili in legno grezzo, utensili agricoli e domestici esposti alle pareti o in bella vista, mentre sullo sfondo s’intravedono la stalla e la cucina.

La regola dei terzi

di

Marco De Simone

 

con Enzo Tota (il contadino) e Marco De Simone (Robert Capa)

scenografia Francesca Laghezza

costumi Angela Guerra

regia Marcello Andria

musiche di scena F. Chopin, J. Massenet                                                    

temi originali Marco De Simone

 

Info e prenotazioni al numero 338 2041379

Giornaleria.it

Viaggi, sport, spettacoli, sapori, attualità. Giornaleria si rivolge a persone curiose, amanti della bellezza, ispirate dal desiderio di sapere per vivere meglio. News e consigli, opinioni e dibattiti. Giornaleria è un'agorà plurale ed inclusiva, sorprendente e ben educata, vivace e sorridente

Giornaleria Social

Contatta la Redazione