VAFFA. Un utile insulto terapeutico o un'offesa inaccettabile?

VAFFA. E' solo un insulto o anche una terapia personale e di gruppo? La spedizione a quel paese scatena sempre reazioni contrastanti. Sfogare con un VAFFA è certamente un gesto forte. Un atto verbale che lascia il lascia il segno. Ma può esser anche uno sfogo terapeutico che rafforza una coppia, un team, un'azienda.

Di recente è balzata alla cronaca la storia di un chirurgo romano che in sala operatoria ha sommerso di VAFFA una sua collaboratrice. A detta del chirurgo la collega si era pienamente meritato il VAFFA per aver compreso male alcune indicazioni nel corso di un delicato intervento chirurgico.

Senza entrare nei dettagli della vicenda, questo VAFFA suscita sentimenti opposti. Da un lato i difensori del chirurgo: chi ha la responsabilità della vita di un uomo deve esser servito di tutto punto in sala operatoria e può anche in un momento di concitazione mandare a quel paese chi gli sta attorno. Dall'altra parte della barricata coloro che invece difendono la collaboratrice: la tensione del momento non può mai ed in ogni caso autorizzare a comportamenti scurrili.

Sarà molto difficile metter d'accordo tutti. Ma facciamoci un esame di coscienza. Sono una persona molta tranquilla e garbata nelle relazioni umane e professionali. Detesto la volgarità verbale e comportamentale. Ma confesso che qualche VAFFA ogni tanto ci scappa. Ritengo che possa capire tra coniugi, amici e colleghi magari in momenti di grande tensione e concitazione. Un VAFFA lascia il segno, ma in molti casi per quel che mi riguarda, è servito a migliorare rapporti e relazioni tanto personali quanto aziendali.

Ho ricordi meravigliosi di persone e lavorazioni durante le quali ho pronunciato il VAFFA fatale. Ed i destinatari sono diventati i miei migliori amici. Credo che, come per tutte le cose della vita, esista una regolare aurea: Est Modus in Rebus. Il VAFFA deve esser usato con parsimonia e soltanto in casi estremi. Se diventa un intercalare perde di efficacia e credibilità.

VAFFA si, dunque, con garbo e solo quando serve. E dopo il VAFFA , scuse, caffè, stretta di mano. Ed avanti tutta, tutti insieme appassionatamente con il nostro bel VAFFA.

 

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