Lunedì 10 agosto alle ore 19 si alzerà il sipario sulla serata Calici di Stelle organizzata da Cantine De Angelis in collaborazione con il Relais Regina Giovanna e andrà in scena un’esperienza sensoriale a tutto tondo tra natura, storia, artigianato e sapori d’eccellenza.
La serata inizierà con la suggestiva passeggiata al tramonto nella Vigna delle Sirene e la visita a una delle cisterne di epoca romana afferenti alla Villa di Pollio Felice.
Vigna delle sirene al tramonto
L’anima dell’evento sarà invece il buffet all’aperto con cibo e vino a chilometro zero. Protagonisti la cucina del Ristorante Pane & Olio con i suoi angoli gastronomici espressione della tradizione territoriale e i vini di Cantine De Angelis: dalle DOP Penisola Sorrentina e Vesuvio, alle IGP Campania Bianco e Nero del Tasso sarà possibile degustare tutti i vini prodotti dall’unica Urban Winery di Sorrento, compresa l’anteprima di Kalliope 2023. Ad allietare la serata ci saranno anche i gelati di Marco Casa e Ikigai, la gelateria di Monticchio due coni Gambero Rosso.
CALICI DI STELLE
L'evento Calici di Stelle è un format originale del Movimento Turismo del Vino, proposto ogni estate dalle cantine associate.
Il tema di quest’anno “Brinda alla Vita!” invita le cantine a raccontare il vino come espressione di cultura, territorio, convivialità e responsabilità. Non una lezione sul consumo, ma un invito a conoscere il vino, assaporarlo con tempo e curiosità e a vivere il piacere dello stare insieme prendendosi cura anche degli altri.
Ospiti della serata organizzata da Cantine De Angelis al Relais Regina Giovanna saranno artigiani e artisti locali che animeranno l’evento con le loro opere e creazioni.
E per chi vorrà esprimere i propri desideri nella notte di San Lorenzo, un angolo del giardino verrà riservato per l’osservazione delle stelle a occhio nudo.
Calici di Stelle 2026, una serata immersiva tra degustazioni enogastronomiche, arte, archeologia e osservazione astronomica nella notte di San Lorenzo.
L’evento gode del patrocinio di AIS Campania - Penisola Sorrentina e Capri.
C'è un Mediterraneo che non si racconta attraverso le ricette, ma attraverso le persone. Sono gli agricoltori che coltivano la biodiversità, i pescatori che ogni notte escono in mare, gli allevatori che preservano razze e saperi antichi, i vignaioli che custodiscono il paesaggio, gli artigiani del gusto che trasformano la memoria in futuro.
Sono loro i protagonisti della nuova edizione di Trame Mediterranee – Teatro Gastronomico, il format culturale ideato dal Future Food Institute, promosso dal Comune di Pollica e curato dal giornalista Yuri Buono, che fino al 27 agosto, al Paideia Campus presso il Castello dei Principi Capano, accompagnerà il pubblico in un viaggio tra cultura, biodiversità, paesaggio e convivialità.
Più che una rassegna gastronomica, Trame Mediterranee è un'esperienza culturale, 10 cene che interpretano la Dieta Mediterranea non come patrimonio del passato, ma come pratica quotidiana capace di generare futuro.
Il teatro dove il territorio va in scena
Nel cuore della Comunità Emblematica UNESCO della Dieta Mediterranea, il Castello dei Principi Capano diventa un teatro diffuso in cui il palcoscenico è il territorio stesso.
Qui il cibo diventa linguaggio, racconto e strumento di dialogo.
Ogni serata nasce dall'incontro tra chef, produttori, pescatori, agricoltori, artisti, musicisti, scrittori e comunità locali, intrecciando degustazioni, narrazioni e spettacolo in un unico racconto collettivo.
Al centro della scena non ci sono soltanto i piatti, ma le storie delle persone che continuano a rendere vivo un patrimonio culturale riconosciuto dall'UNESCO.
Sono gli autentici architetti del paesaggio mediterraneo, custodi di un sapere millenario che non vive nei musei, ma nei campi, negli uliveti, nelle vigne, sulle barche e nelle mani di chi ogni giorno sceglie di restare e prendersi cura del proprio territorio.
A loro è dedicata questa rassegna, come gesto di riconoscenza verso chi custodisce uno dei patrimoni bioculturali più preziosi del Mediterraneo.
La Dieta Mediterranea come diplomazia culturale
Trame Mediterranee interpreta la Dieta Mediterranea anche come esercizio di Gastrodiplomazia.
Ogni piatto racconta un territorio.
Ogni ingrediente custodisce una storia.
Ogni convivio diventa un'occasione per costruire relazioni, generare comprensione reciproca e creare nuovi legami tra persone, culture e generazioni.
La convivialità torna così ad essere un'infrastruttura culturale capace di rafforzare le comunità e trasformare il patrimonio alimentare in uno strumento di dialogo e cooperazione.
I Custodi della Dieta Mediterranea
Ogni appuntamento vedrà protagonisti i Custodi della Dieta Mediterranea: agricoltori, allevatori, pescatori, vignaioli e artigiani del gusto che dialogheranno direttamente con il pubblico raccontando storie, tradizioni, pratiche produttive e innovazioni.
Ad accompagnare il percorso saranno anche il Consorzio Tutela Vini Salerno, con degustazioni dedicate ai vitigni autoctoni della provincia, gli esperti di AIS – Associazione Italiana Sommelier e ONAF – Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi, che guideranno il pubblico, dalle ore 20.30,in un percorso di lettura consapevole delle eccellenze enogastronomiche del Cilento.
Un viaggio attraverso i sapori del Cilento
Il calendario attraverserà alcuni dei simboli più rappresentativi della cultura mediterranea: dalla capra ai grani antichi, dai formaggi della tradizione alle botaniche del Cilento, dalla viticoltura ai fichi, dal miele alle Alici di Menaica, fino all'olio extravergine d'oliva, con una serata finale dedicata al grande convivio dei produttori e delle nonne di Pollica, simbolo della memoria vivente della Dieta Mediterranea.
Sara Roversi, Presidente del Future Food Institute -"Da anni Pollica è un laboratorio internazionale di Gastrodiplomazia, dove il cibo non è soltanto nutrimento, ma uno strumento di dialogo, pace e cooperazione tra persone e culture. Trame Mediterranee rappresenta la sintesi di questo percorso: un invito a sedersi attorno alla stessa tavola per riscoprire come biodiversità, agricoltura, salute, cultura e comunità siano parti di un unico ecosistema. Perché ogni produttore custodisce un patrimonio, ogni piatto racconta un territorio e ogni convivio può contribuire a costruire il futuro."
È stata presentata nella Sala Bottiglieri di Palazzo Sant'Agostino a Salerno, la 28ª Manifestazione della Civiltà Contadina, in programma a Piano Martino di Palomonte dal 31 Luglio al 4 Agosto
Sono intervenuti Giovanni Guzzo, Vicepresidente della Provincia di Salerno; Enrico Squillante, in rappresentanza dell'UNPLI Provinciale; Salvatore Giordano, Assessore all'Agricoltura e all'Ambiente del Comune di Palomonte; Lara Moscato, Assessore alla Cultura del Comune di Palomonte; la Presidente della Pro Loco Palomonte Gerarda Mastrolia, affiancata dai componenti del direttivo Fabio Cervino, Danilo Valitutto ed Erika Scalcione. A moderare la conferenza stampa è stato il giornalista Enzo Landolfi.
Nel corso dell’incontro è stato illustrato il ricco calendario della manifestazione, che proporrà per cinque giorni esposizioni di macchine agricole storiche e moderne, dimostrazioni degli antichi mestieri, rievocazioni della vita contadina, laboratori artigianali, degustazioni dei prodotti della tradizione, musica popolare, visite al parco animale, attività naturalistiche, tiro con l'arco e numerosi momenti di intrattenimento per tutte le età. Grande attenzione sarà riservata anche ai più piccoli con due iniziative pensate per avvicinare le nuove generazioni al patrimonio rurale.
La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco Palomonte, si conferma uno degli appuntamenti più rappresentativi dell'estate nelle aree interne della provincia di Salerno, capace di coniugare memoria, cultura, valorizzazione del territorio e promozione delle produzioni tipiche. Dal 1° al 4 agosto sarà infatti attivo "Radici in Gioco", un parco giochi e animazione dedicato ai bambini dai 4 ai 12 anni, aperto ogni sera dalle 19.00 alle 24.00, con giochi, attività ricreative e momenti di socializzazione.
Accanto all'aspetto ludico, torna anche il laboratorio"Scoprire la Natura", rivolto ai bambini dai 5 ai 10 anni: un percorso educativo gratuito che, attraverso esperienze sensoriali e attività pratiche, accompagnerà i partecipanti alla scoperta dell'ambiente, delle risorse naturali e del profondo legame tra uomo, terra e tradizioni contadine.
Il convegno sulla filiera cerealicola: il momento di approfondimento della manifestazione
Tra gli appuntamenti più significativi dell'edizione 2026 spicca il convegno "Filiera cerealicola, qualità delle produzioni e identità territoriale: il Cavatiello di Zè Nunziata", in programma sabato 1° agosto alle ore 19.30. La manifestazione e nasce dalla collaborazione tra la Pro Loco Palomonte, l'Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Salerno, il Ministero della Giustizia, l'UNPLI, il Comitato Regionale Pro Loco Campania APS, la Provincia di Salerno e il Comune di Palomonte. Il convegno sarà moderato dalla Presidente dell'Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Salerno, Rossella Robusto, e vedrà la partecipazione di professionisti, studiosi, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni che affronteranno temi strategici per il futuro dell'agricoltura. Tra gli argomenti al centro del dibattito: il rapporto tra alimentazione, salute e Dieta Mediterranea; la valorizzazione dei grani antichi e della biodiversità agricola; le esperienze imprenditoriali legate alla panificazione; il ruolo delle Pro Loco nella promozione delle aree interne; la tutela delle produzioni identitarie e delle tradizioni gastronomiche locali.
Particolare attenzione sarà dedicata al "Cavatiello di Zè Nunziata", simbolo della tradizione gastronomica palomontese, assunto come esempio concreto di come una ricetta storica possa diventare strumento di valorizzazione culturale, turistica ed economica del territorio.
Gli interventi
Ad aprire la conferenza stampa è stato il Vicepresidente della Provincia di Salerno, Giovanni Guzzo, che ha dichiarato: «La Manifestazione della Civiltà Contadina rappresenta un patrimonio per tutta la provincia di Salerno. Eventi come questo rafforzano l'identità dei territori e dimostrano come tradizioni, cultura e agricoltura possano diventare motore di sviluppo e attrattività.»
"Le Pro Loco svolgono un ruolo fondamentale nella tutela dell'identità culturale dei territori e nella promozione delle tradizioni locali. Manifestazioni come questa rappresentano un modello virtuoso di partecipazione, valorizzazione delle comunità e capacità di fare rete, contribuendo a preservare e tramandare il nostro patrimonio culturale», ha dichiarato Enrico Squillante, in rappresentanza dell'UNPLI Provinciale.
La Presidente della Pro Loco Palomonte, Gerarda Mastrolia, ha affermato: «Dietro questa manifestazione c'è il lavoro di una comunità intera. Da ventotto edizioni custodiamo la memoria della civiltà contadina trasformandola in un'esperienza viva, capace di coinvolgere visitatori di ogni età e di trasmettere alle nuove generazioni il valore delle nostre radici.»
L'Assessore all'Agricoltura e all'Ambiente del Comune di Palomonte, Salvatore Giordano, ha dichiarato: «Abbiamo voluto costruire un momento di approfondimento che metta insieme ricerca, agricoltura, salute, produzioni di qualità e identità territoriale. La valorizzazione della filiera cerealicola e delle nostre eccellenze gastronomiche passa dalla conoscenza, dalla tutela della biodiversità e dalla capacità di fare rete tra istituzioni, professionisti e imprese.»
«Questa manifestazione rappresenta un patrimonio per la nostra comunità perché riesce a tenere insieme tradizione, identità e sviluppo del territorio. Sostenere iniziative come questa significa valorizzare le nostre eccellenze e offrire nuove opportunità di promozione per Palomonte e per l'intera area interna», ha dichiarato Lara Moscato, Assessore alla Cultura del Comune di Paolomonte.
Un viaggio nella memoria della civiltà contadina
Il programma della manifestazione prenderà il via venerdì 31 luglio con l'inaugurazione ufficiale e proseguirà fino al4agosto con spettacoli musicali ogni sera, tra cui I Cognati Disco Folk, Gli Amarimai, Rosario Lullo Family Band, Dexibel Live Show e Manuel Scarpitta & Folk Band, oltre ai tradizionali stand dei sapori contadini, dimostrazioni di trebbiatura con macchine d'epoca e buoi, il raduno dei cavalli, l'esposizione di macchine agricole moderne e numerose attività esperienziali dedicate alla cultura rurale.
La conferenza stampa si è conclusa con l'invito rivolto a cittadini, famiglie e visitatori a partecipare a una manifestazione che, da quasi trent'anni, rappresenta un modello di promozione del territorio attraverso la cultura, l'agricoltura, l'enogastronomia e il coinvolgimento della comunità. Dal 31 luglio al 4 agosto, Piano Martino di Palomonte diventerà ancora una volta il luogo dove la memoria della civiltà contadina incontra il presente, trasformandosi in esperienza, conoscenza e occasione di sviluppo per l'intero territorio.
C'è un tempo che profuma di grano appena mietuto, di pane cotto nel forno a legna, di racconti tramandati attorno all'aia e di comunità che si ritrovano per celebrare le proprie radici. Quel tempo rivive a Carretiello di Roccadaspide, dove dal 29 luglio al 2 agosto torna uno degli appuntamenti più attesi dell'estate nelle aree interne del Cilento: la Festa della Civiltà Contadina e della Trebbiatura, organizzata dall'Associazione "Carretiello in Evoluzione".
Cinque giorni dedicati alla valorizzazione della cultura rurale, delle tradizioni contadine e dell'identità del territorio, in un evento che unisce memoria, enogastronomia, spettacolo e convivialità, coinvolgendo visitatori di ogni età in un'esperienza autentica da vivere con tutta la famiglia. Il cuore della manifestazione sarà la suggestiva rievocazione della trebbiatura sull'aia, un momento emozionante che riporta in vita uno dei riti più significativi della civiltà agricola, quando il raccolto rappresentava il frutto del lavoro di un'intera comunità. Un'occasione per riscoprire gesti, strumenti e tradizioni che hanno segnato la storia delle campagne cilentane e campane.
Accanto alla rievocazione, i visitatori potranno immergersi nella Mostra della Civiltà Contadina, un percorso tra attrezzi, utensili e testimonianze del mondo rurale, capace di raccontare alle nuove generazioni il valore del lavoro della terra e il patrimonio di conoscenze custodito dai nostri nonni. Grande protagonista sarà anche la cucina della tradizione. Negli stand gastronomici sarà possibile gustare piatti tipici preparati secondo le ricette di una volta, con prodotti del territorio e sapori autentici che raccontano la Dieta Mediterranea e la ricchezza delle produzioni locali. Ogni sera la festa si animerà con musica dal vivo, spettacoli e momenti di intrattenimento che renderanno l'atmosfera ancora più coinvolgente, tra canti popolari, balli e occasioni di aggregazione. Domenica, inoltre, gli stand gastronomici saranno aperti anche a pranzo, offrendo ai visitatori la possibilità di trascorrere un'intera giornata all'insegna della tradizione.
Ad aprire ufficialmente la manifestazione sarà, domenica 26 luglio, la tradizionale Sfilata dei Mezzi d'Epoca: un corteo di trattori storici attraverserà le strade di Roccadaspide, celebrando la storia dell'agricoltura e il fascino delle macchine che hanno accompagnato intere generazioni di contadini. La Festa della Civiltà Contadina e della Trebbiatura rappresenta molto più di una semplice manifestazione estiva. È un progetto culturale che promuove la tutela delle tradizioni, la valorizzazione della biodiversità agro-rurale, il turismo lento e il senso di appartenenza a una comunità che continua a custodire e tramandare il proprio patrimonio materiale e immateriale. L'iniziativa è organizzata dall'Associazione "Carretiello in Evoluzione", con il patrocinio della Regione Campania, del Comune di Roccadaspide e di Coldiretti Salerno, con il sostegno della BCC di Aquara.
“La Festa della Civiltà Contadina e della Trebbiatura è un invito a rallentare, a riscoprire il valore delle nostre radici e a vivere insieme momenti di autentica condivisione. È la celebrazione di una cultura che continua a insegnarci il rispetto per la terra, per il lavoro e per le persone. Vi aspettiamo a Carretiello per cinque giorni di emozioni, tradizioni, buon cibo e musica, in un'atmosfera che sa ancora raccontare la vera anima del nostro territorio», affermano gli organizzatori. La Festa della Civiltà Contadina e della Trebbiatura vi aspetta a Carretiello di Roccadaspide per un appuntamento da vivere insieme, tra storia, sapori, cultura e divertimento, nel cuore più autentico della Campania”.
Dal 30 luglio al 1° agosto a Castel San Lorenzo, in provincia di Salerno, torna la "Festa del Viccio" organizzata per il decimo anno dal Forum dei Giovani con il patrocinio dell'Amministrazione retta da Giuseppe Scorza.
L'evento gastronomico da dieci anni si pone come un mix tra tradizione, enogastronomia, musica dal vivo e divertimento per tutte le età, celebrando anche quest'anno il gustoso viccio.
Si tratta di uno dei più iconici piatti della tradizione, una ciambella di pane che veniva preparata per verificare la giusta temperatura del forno prima di infornare il pane.
Oggi quel prodotto semplice e genuino diventa il protagonista di un evento straordinario che da dieci anni richiama tanti buongustai.
Come ogni anno l'evento si terrà presso la suggestiva area del Mulino del Principe, un luogo simbolo che prende il nome dall'antico mulino edificato nel 1579, sapientemente ristrutturato nei primi anni Duemila e oggi candidato a diventare un hub culturale e sede di importanti eventi per il territorio.
L'atmosfera sarà animata ogni sera da concerti live e momenti di intrattenimento pensati per grandi e piccini.
Sarà per sempre si? Questo lo scopriremo solo vivendo. Nel frattempo due simpatici sposini salentini hanno deciso di concludere il loro ricevimento nuziale non con i fichi secchi, proverbialmente non adatti al matrimonio, ma con il pollo fritto. C'è chi conclude il ricevimento con la classica spaghettata di mezzanotte e chi, invece, sceglie il pollo fritto. E gli invitati hanno gradito moltissimo la gustosa novità.
È successo il a Sternatia, nel cuore del Salento, dove una giovane coppia pugliese ha trasformato uno dei momenti più attesi del proprio matrimonio in qualcosa di completamente fuori dagli schemi: allo scoccare della mezzanotte è arrivato KFC, che ha servito i suoi iconici bucket agli oltre 250 invitati presenti.
La festa si è svolta in una storica villa privata immersa in tre ettari di campagna salentina, una tipica cascina del XIX secolo che ha fatto da cornice a un ricevimento capace di unire eleganza, musica dal vivo e cultura pop.
Per gli sposi non si è trattato di una semplice trovata originale. KFC rappresenta infatti un vero comfort food, legato ai ricordi più belli della loro storia d'amore: dai viaggi insieme alle serate trascorse davanti a un film, fino ai momenti più difficili, in cui un bucket di pollo fritto è diventato un piccolo rito capace di riportare il sorriso.
Per questo motivo hanno deciso di sostituire il tradizionale buffet di mezzanotte con quello che hanno ribattezzato il loro "KFC di mezzanotte", trasformando un'abitudine personale nel momento più atteso della festa e rendendo il brand parte integrante del racconto del loro matrimonio. L'invito stesso anticipava lo spirito dell'evento: una copertina in stile fumetto, ispirata al mondo dei comics, che raccontava il matrimonio come il primo capitolo di una storia di supereroi. Un dettaglio che ha rispecchiato perfettamente la personalità della coppia, desiderosa di costruire una festa autentica e fuori dagli stereotipi.
Ad accompagnare la serata sono stati anche gli Après La Classe, tra le band più rappresentative della scena musicale salentina, protagonisti del live che ha fatto ballare gli invitati fino al momento più iconico della notte: l'arrivo dei bucket di KFC.
Tra una location d'eccezione, la musica dal vivo e un finale gastronomico decisamente insolito, il matrimonio si è affermato come uno degli eventi più curiosi dell'estate pugliese, dimostrando come oggi anche il ricevimento di nozze possa raccontare davvero la personalità degli sposi, mettendo da parte formalismi e tradizioni quando non li rappresentano.
Fumata bianca per la filiera agricola italiana dei sigari Toscano. Grazie agli investimenti di Manifatture Sigaro Toscano questa eccellenza italiana può guardare con molta fiducia al futuro. Una programmazione a medio e lungo periodo che permette alle aziende agricole di pianificare serenamente il proprio lavoro, a MST di ricevere materie prime superlative ed ai consumatori di ricevere un prodotto di altissima qualità ed ecosostenibile. Un'economia circolare e virtuosa che rende ancora più gradevole il rito del fumare lento.
Cresce la filiera agricola italiana dei sigari Toscano: dal 2020 al 2026 +29% delle superfici coltivate e +33% dei coltivatori coinvolti. Quasi raddoppiato in cinque anni il valore della produzione per ettaro riconosciuto ai coltivatori (+93%).
Manifatture Sigaro Toscano (MST) consolida il proprio ruolo di riferimento nella filiera internazionale del tabacco Kentucky Dark Fire Cured, unica azienda italiana di dimensioni industriali acquirente di questa particolare varietà di tabacco e tra i principali operatori a livello mondiale per volumi di approvvigionamento.
Il tabacco Kentucky rappresenta una materia prima a più alta complessità di produzione, caratterizzata da un particolare processo di cura a fuoco che conferisce al tabacco caratteristiche aromatiche e qualitative distintive, fondamentali per la produzione dei sigari a marchio Toscano. Una filiera che richiede competenze agricole specifiche, esperienza e un rapporto continuativo tra l’azienda e i coltivatori.
Dopo la flessione registrata nel biennio 2021-2022, dal 2023 la filiera del sigaro Toscano ha intrapreso un percorso di crescita costante, con un aumento degli investimenti e delle superfici dedicate alla coltivazione del tabacco Kentucky.
Nel 2026 le superfici coltivate e contrattualizzate con MST hanno raggiunto i 1.533 ettari, rispetto ai 1.190 del 2020, con una crescita del 29%. Aumentato anche il numero dei coltivatori coinvolti, che passano da 178 aziende agricole nel 2020 a 237 nel 2026, con un incremento del 33%.
L’aumento dei prezzi riconosciuti ai coltivatori e il sistema di contributi introdotto da MST hanno reso nuovamente attrattiva la filiera del tabacco Kentucky, favorendo il rientro di aziende agricole nella collaborazione con Manifatture Sigaro Toscano e sostenendo l’ampliamento delle superfici coltivate.
La crescita della filiera si traduce anche in un maggiore valore riconosciuto agli agricoltori italiani. Il valore della produzione per ettaro (PLV), comprensivo delle integrazioni corrisposte da MST ai coltivatori, è passato da circa 8.130 euro/ettaro nel 2020 a oltre 15.660 euro/ettaro nel 2025, registrando un incremento del 93%.
A sostegno della filiera, MST ha introdotto un sistema di contributi articolato su più livelli, legato alle performance produttive e alle superfici coltivate, a cui si aggiungono un anticipo del 50% del valore delle forniture per garantire maggiore stabilità finanziaria alle aziende agricole e un bonus dedicato ai giovani agricoltori che scelgono di proseguire l’attività familiare.
Le aziende che conferiscono il loro tabacco a MST possono inoltre accedere a tecnologie digitali, sistemi IoT (Internet of Thinghs) e soluzioni di Intelligenza Artificiale per migliorare l’efficienza produttiva e la sostenibilità delle coltivazioni. Nel 2025, l’impiego di questi strumenti ha consentito, tra gli altri risultati, una riduzione del 10% dei consumi idrici.
Per le imprese interessate a investire nell’aumento della capacità produttiva e delle produttività sono disponibili anche finanziamenti bancari a tasso zero.
“Investire nella filiera del tabacco Kentucky significa tutelare un patrimonio di competenze agricole e manifatturiere unico – dichiara Stefano Mariotti, Amministratore Delegato di MST – il nostro impegno è continuare a sostenere i coltivatori italiani, assicurando valore economico, strumenti finanziari e continuità a una coltura che rappresenta un elemento distintivo dei sigari Toscano e del made in Italy”
La crescita della filiera conferma la strategia di Manifatture Sigaro Toscano orientata a rafforzare il legame tra agricoltura, territorio e manifattura, valorizzando il lavoro delle imprese italiane e preservando un know-how unico nel panorama internazionale del tabacco.
Cinquanta anni di storia, di sapori e di identità. Martedì 4 agosto 2026, alle ore 20.30, il Ristorante "Il Vespero" del Grand Hotel Due Golfi di Sant'Agata sui Due Golfi ospiterà un evento destinato a entrare nella memoria della gastronomia campana: la celebrazione del cinquantesimo anniversario dello Scialatiello, la pasta fresca ideata nel 1976 dal maestro Enrico Cosentino e divenuta, nel corso dei decenni, uno dei simboli più autentici della cucina della Costiera Sorrentina e Amalfitana.
La scelta della location non è casuale. Il Ristorante "Il Vespero" del Grand Hotel Due Golfi si apre in uno dei punti panoramici più spettacolari della Penisola Sorrentina, nel borgo che domina contemporaneamente il Golfo di Napoli e quello di Salerno. Un luogo sospeso tra cielo e mare, trasformando ogni appuntamento in un'esperienza unica. Una cornice ideale per rendere omaggio a una delle creazioni gastronomiche più rappresentative del territorio.
L'evento dal titolo "Cinquant'anni dello Scialatiello – Un viaggio di sapore tra cielo e mare", patrocinato dai Comuni di Massa Lubrense e Sorrento, da Federalberghi Penidola Sorrentina e Arl-Associazione Ristoratori Lubrensi, non sarà soltanto una celebrazione della pasta inventata da Enrico Cosentino, ma un vero e proprio racconto collettivo della cucina mediterranea, della sua evoluzione e della capacità di custodire le proprie radici pur conquistando i ristoranti di tutto il mondo.
Protagonisti della serata saranno alcuni tra i più autorevoli interpreti della ristorazione campana, chiamati a proporre una personale interpretazione dello scialatiello. I patron Paolo Durante e Pepito Di Maio, il direttore Mario Russo e Enrico Cosentino, accoglieranno gli chef Giuseppe Aversa del Ristorante Il Buco, Francesco Sardegna del Ristorante Da Bob, Domenico Iavarone del ristorante Zest del Grand Hotel La Favorita di Sorrento, Lino Scarallo del Ristorante Palazzo Petrucci di Napoli e Carlo De Gregorio, chef del Ristorante Il Vespero. Sei firme prestigiose che offriranno altrettante versioni di un piatto entrato nella storia della cucina italiana.
Ristorante "Il Vespero" Grand Hotel due Golfi
L'evento riunirà albergatori, ristoratori, chef, operatori del settore, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni e appassionati di enogastronomia, in una serata che intende valorizzare non solo un formato di pasta, ma l'intero patrimonio culturale e gastronomico della Campania. Lo scialatiello, nato mezzo secolo fa dall'intuizione di Enrico Cosentino, continua infatti a rappresentare un perfetto equilibrio tra semplicità, creatività e qualità delle materie prime.
Il Grand Hotel Due Golfi, da sempre punto di riferimento dell'ospitalità di alta qualità, conferma così la propria vocazione alla promozione delle eccellenze del territorio. La sua cucina, fortemente legata ai prodotti locali e alla tradizione mediterranea, rappresenta il luogo ideale per celebrare un anniversario che appartiene all'intera Costiera.
Grand Hotel due Golfi Ristorante "Il Vespero"
Sarà una serata all'insegna della memoria, del gusto e dell'innovazione, nella quale il paesaggio, la cultura e la gastronomia si fonderanno in un unico racconto. Perché celebrare i cinquant'anni dello Scialatiello significa rendere omaggio a un'intuizione culinaria diventata patrimonio internazionale e riaffermare il ruolo della Penisola Sorrentina come capitale di una cucina capace di emozionare, raccontare il territorio e guardare con fiducia al futuro. L'evento finalizzato anche alla solidarietà, con finalità di beneficenza in favore dei Sostenitori Ospedale Santobono.
Si terrà il prossimo Venerdì 17 luglio a Castelfranci, in Provincia di Avellino, con inizio previsto alle ore 19.00, la III edizione del Festival Atipico, tappa ormai fissa dell’estate irpina, ospitata presso la storica cantina Antonio Molettieri.
La manifestazione sarà all’insegna del vino d’autore, stand gastronomici e musica live, nella suggestiva cornice Irpina. Previsto il concerto al tramonto degli artisti Francesco Bearzatti e Carmine Ioanna.
L’ingresso alla serata, gratuito per i minori, prevede una quota di partecipazione di 25 € a persona, comprensiva di un calice di vino a scelta tra Badius, Atipico e Sama, oltre a un arrosticino con focaccia.
“Un’altra edizione che promette emozioni, buon vino, convivialità e ricordi indimenticabili”, fanno sapere gli organizzatori.
“Atipico è molto più di un festival: è un invito a vivere il vino, la musica e il territorio in un’atmosfera autentica, tra i vigneti della nostra cantina”.
È consigliabile portate con sé un plaid, da stendere tra i filari e godersi il tramonto, la musica e la magia della serata immersi nella bellezza del vigneto.
Le modalità di partecipazione/prenotazione all’evento sono indicate al link:
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