La Fondazione Carisal, insieme a Fondazione Banco di Napoli, Fondazione Roma e Fondazione Entain, rinnova il proprio impegno a favore dei giovani, dell’educazione e della coesione sociale sostenendo il progetto “Sport in Rete – La scuola al centro”, promosso dal Liceo “Francesco De Sanctis” di Salerno.
«Sostenere lo sport significa investire nella crescita dei giovani e nello sviluppo della comunità. Con questo progetto vogliamo contribuire a rendere la scuola un luogo sempre più aperto, inclusivo e capace di offrire opportunità educative, sociali e formative attraverso valori fondamentali come partecipazione, rispetto e benessere» ha dichiarato il Presidente della Fondazione Carisal, Domenico Credendino.
Si tratta di un’iniziativa nata per contrastare l’isolamento sociale e l’abbandono scolastico attraverso lo sport, inteso come motore di rigenerazione urbana e sociale, con l'obiettivo di restituire al quartiere e alle famiglie un'area sicura di aggregazione, capace di promuovere sani stili di vita e di trasmettere i valori educativi e inclusivi del gioco di squadra.
Grazie al progetto “Sport in Rete – La scuola al centro”, il vecchio campo da calcio e la palestra della Scuola si rinnovano per dare vita a un moderno impianto polivalente, un nuovo spazio dedicato allo sport pensato per gli studenti e per l’intero quartiere.
Accanto agli interventi strutturali, il progetto prevede inoltre un calendario annuale di attività extracurriculari coordinate dal CSI e dall’Associazione Kairos Itinerari di Crescita ODV: allenamenti, tornei sociali e interscolastici, giornate “Scuola in gioco” aperte alle famiglie e percorsi sportivi multidisciplinari destinati agli studenti del campus.
Questo intervento dà il via dunque ad un progetto fortemente inclusivo che trasformerà l'Istituto in un punto di ritrovo pomeridiano con un programma stabile di attività sportive ed educative multidisciplinari.
Il calcio italiano sta giocando la sua partita più difficile. Lo sport più amato (ma sarà ancora davvero così) sta vivendo una crisi senza precedenti: terzo Mondiale consecutivo saltato, Serie A con talenti italiani in estinzione come i panda, caos arbitri e var, scommesse e pezzotto. E persino l'incapacità di programmare un calendario senza far coincidere il Derby capitolino con la finale degli Internazionali di Tennis a Roma. Uno scenario apocalittico, un futuro pieno d'incognite nel quale l'Università degli Studi di Salerno tenta di far chiarezza e di trovare una qualche via d'uscita.
Venerdì 15 maggio 2026 alle ore 15:30, l'Università degli Studi di Salerno ospiterà il seminario specialistico dal titolo “Il calcio italiano e la sua crisi profonda: come uscirne?”. Protagonista del dell'incontro sarà il giornalista, conduttore televisivo, commentatore sportivo e scrittore Ivan Zazzaroni, dal 2018 Direttore del Corriere dello Sport – Stadio, quotidiano punto di riferimento dell’informazione sportiva in Italia. Una passione per lo sport nata fin da bambino.
L’iniziativa è promossa dalla cattedra di Diritto dello Sport del corso di laurea magistrale del Dipartimento di Scienze Giuridiche, in collaborazione con il Laboratorio In.Di.Co. (Informazione Diritto e Comunicazione), centro di ricerca multidisciplinare sui temi del diritto, economia, sociologia e politica della società dell'informazione.
L'evento, che si svolgerà presso l’Aula 1 di Giurisprudenza, si aprirà con i saluti istituzionali del Rettore Virgilio D’Antonio, del delegato di Ateneo alle politiche sportive Francesco Paolo Adorno e del direttore del dipartimento di Scienze Giuridiche Francesco Fasolino. L'introduzione sarà affidata al Professore Salvatore Sica, Ordinario di Istituzioni di Diritto Privato e membro del coordinamento scientifico del ciclo di seminari.
Salvatore Sica Ordinario Istituzioni Diritto Privato Università Salerno
«Siamo orgogliosi di ospitare Ivan Zazzaroni, che offrirà ai nostri studenti uno sguardo privilegiato sul mondo del calcio. Il suo è un profilo trasversale, dalla stampa cartacea alla radio, opinionista di numerosi programmi tv dedicati allo sport e giudice di un popolare format televisivo– sottolinea il Professore Salvatore Sica – Nelle varie edizioni del ciclo di seminari Unisa abbiamo avuto sempre testimonial illustri che ci hanno aiutato ad indagare l’universo sportivo nelle sue diverse prospettive: i diversi ruoli di management e di coordinamento, il marketing, i diritti di immagine. Con il direttore del Corriere dello Sport – Stadio affronteremo il tema complesso della crisi del calcio italiano, con un’analisi anche dell’attuale scenario del giornalismo sportivo».
Nella sua carriera, Zazzaroni ha girato il mondo e conosciuto i più grandi, da Maradona a Michels, da Di Stefano a Bulgarelli, da Rivera a Pelé, a Bobby Charlton, Sanchez, Messi, Zlatan, Senna, Piquet, Villeneuve, Enzo Ferrari e Roberto Baggio.
Il seminario si concentrerà anche sul futuro dell’informazione alla luce dell’accelerazione digitale, con una fruizione giornalistica sempre più veloce che si sviluppa sulle piattaforme social e attraverso la rete.
Nuovi e prestigiosi successi per il pluripremiato campione di pattinaggio corsa agonistico Sergio Landi.
L’ingegnere salernitano infatti, continua a stupire il mondo del pattinaggio corsa con prestazioni di altissimo livello che lo confermano tra i protagonisti assoluti della categoriaMaster Over 65. La sua stagione agonistica ha vissuto due tappe memorabili tra il 1° e il 3 maggio, con risultati che parlano da soli.
A Ferrara, in occasione della prima prova del Campionato Italiano Master, Landi ha conquistato un brillante primo posto, imponendosi in una gara combattuta e ricca di pubblico. Gli atleti presenti hanno dato vita a una competizione intensa e corretta, ma l’ingegnere-atleta ha saputo fare la differenza, precedendo avversari di grande esperienza, tra cui campioni italiani ed europei. Un successo che assume un valore ancora più prestigioso proprio per la qualità del parterre di partecipanti.
Solo due giorni dopo, il 3 maggio, è arrivata un’altra conferma al Trofeo Internazionale della Città di Roma, durante il quale Landi ha nuovamente trionfato nella sua categoria, classificandosi primo tra gli Over 65 e addirittura terzo assoluto nella classifica generale. Un risultato che testimonia uno stato di forma eccezionale e una dedizione allo sport che non conosce età.
Accanto ai successi sportivi, Sergio Landi porta avanti con la stessa passione e competenza la sua attività professionale. Ingegnere specializzato nella progettazione di impianti sportivi, è attualmente impegnato nella progettazione e direzione dei lavori della storica piscina “Vitale” di Salerno, un intervento atteso e strategico per la città. La sua doppia veste di atleta e professionista dello sport crea un legame virtuoso tra esperienza diretta e capacità tecnica, un valore aggiunto per ogni progetto che segue.
Landi rappresenta così un esempio raro e prezioso: un uomo che vive lo sport a 360 gradi, in pista e nei cantieri, con la stessa energia, la stessa precisione e la stessa passione. Il pattinaggio corsa agonistico richiede allenamenti costanti , duri e grande dedizione e Landi da anni continua il suo percorso atletico con una preparazione ed una tecnica perfetta. Un orgoglio per il movimento Master e per tutti coloro che credono nello sport come motore di crescita personale e collettiva.
Il giovane talento della società calcistica “Città di Fisciano” Michele Morese, classe 2010, è stato convocato nella Rappresentativa Nazionale LND U16 per prendere parte alla XI Edizione del Torneo della Pace, in programma ad Assisi dal 6 al 13 maggio 2026. Un’altra tappa nel percorso di crescita tecnica ed agonistica per l’atleta che avrà un’eccellente occasione per mettersi in mostra nel prestigioso torneo nazionale.
Michele Morese è mancino di nascita, ambidestro. Fluidificante di sinistra. 182 cm di altezza, veloce con ottima elevazione, predilige il gioco di prima, ottima visione di gioco.
Michele Morese
“Grande orgoglio per il Città di Fisciano! Un traguardo – esulta il club - importante che premia il lavoro, la dedizione e la crescita del nostro atleta, oltre all’impegno costante dello staff e della società. Indossare la maglia della rappresentativa nazionale è un onore e un motivo di grande soddisfazione per tutta la famiglia del Città di Fisciano. In bocca al lupo Michele, siamo tutti con te!”.
Ad accompagnare l’avventura di Michele Morese c’è anche tutta la sua famiglia con il testa il nonno paterno l’imprenditore del legno Michele Morese da sempre tifoso del nipote calciatore.
La "bussata" di Rocchi sulla vetrata di Lissone è la pietra tombale del calcio italiano. Le indagini ed i processi chiariranno gli eventuali reati e responsabilità. Ma la "bussata" è un definitivo punto di non ritorno per il pallone tricolore. Fuori dai Mondiali e dalle Coppe europee, abbiamo adesso perso definitivamente anche la credibilità della Serie A.
La "bussata" di Rocchi è una totale ed arrogante violazione delle regole. Per quella gara erano designati a decidere arbitro, collaboratori di campo e varisti di ogni risma. Soltanto i soggetti designati avevano la responsabilità delle decisioni. L'intervento esterno ed illegale del designatore, che con la sua "bussata" assegna il calcio di rigore, rende nulla la decisione, inficia la regolarità della partita, compromette senza rimedio la credibilità del sistema.
Tempesta giudiziaria su Gianluca Rocchi
Non ci sono spiegazioni. Non esiste buona fede. La "bussata" è una prevaricazione. Una stortura inaccettabile. Un colpo mortale ad un'organizzazione già dilaniata dalla catastrofe sportiva, strutturale, economica. A livello internazionale l'Italia è retrocessa praticamente in serie C. Gli stadi sono d'infima qualità. I calciatori italiani all'altezza sono rarissimi ed i settori giovanili desertificati. La narrazione è faziosa e lo spezzatino costoso delle pay tv ha stufato i tifosi. La stessa applicazione del VAR suscita perplessità spezzando il ritmo ed il pathos della gara al punto che non si capisce più chi arbitri davvero la gara.
In questo scenario apocalittico, la "bussata" di Rocchi è il colpo di grazia. Una violazione della legge paragonabile , in aula di tribunale, all'intervento di un magistrato estraneo al processo che impone una sentenza al giudice incaricato. Altro che autosospensione. A fronte di arbitropoli s'impongono decisioni drastiche: il calcio deve esser commissariato per manifesta incapacità delle componenti di darsi un governo trasparente e decente. Bisogna bloccare la serie A e sospendere l'assegnazione dello Scudetto.
Cosa significa davvero "intensità" nel calcio moderno? Il professor Eugenio Albarella ci presenta i risultati di uno studio internazionale pubblicato da Biology of Sport (2026).
Nel mondo del calcio professionistico, "intensità" è una delle parole più usate ma meno definite. Ogni allenatore la invoca, molti farfugliano la sua definizione , in pochi la misurano davvero!.
Uno studio appena pubblicato su Biology of Sport (2026) cambia la prospettiva in modo significativo.
Il metodo
Nel suddetto lavoro, sono state analizzate:
- due stagioni intere di serie A (tutte le squadre e calciatori coinvolti), in cui si evidenziano le metriche più rilevanti in funzione della fasi di gioco e gol.
- Per la prima volta con un approccio dual-team: i dati GPS di entrambe le squadre in campo, suddivisi in tre fasi di gioco — con palla, senza palla, palla ferma.
-Sistema Hawk-Eye + elaborazione K-Sport/Dynamix.
I risultati che contano:
Lo sprint in possesso palla è il predittore più stabile e consistente dei gol segnati — su entrambe le stagioni (p<0.001). Verticalità e velocità con la palla non sono opzionali: sono decisive.
La potenza metabolica nelle fasi di palla ferma predice sia più gol segnati sia meno gol subiti. Chi mantiene l'attivazione anche durante corner e punizioni parte avvantaggiato alla ripresa del gioco.
Le decelerazioni intensive in possesso sono negativamente associate ai gol. Il gioco lento, orizzontale, con troppi cambi di direzione frena la produzione offensiva.
Sul piano difensivo, le stesse metriche offensive dell'avversario — sprint con palla e potenza nelle pause — sono i predittori più solidi delle reti subite.
Implicazioni pratiche
Questo studio ridefinisce come progettare le sessioni di allenamento:
non più volume generico di corsa ad alta intensità
esercitazioni contestualizzate che replicano le dinamiche reali
— sprint in conduzione sotto pressione -transizioni verticali
-mantenimento dell'attivazione nei dead-ball moments.
Il dato GPS non va mai letto in isolamento. Il contesto tattico cambia il significato di ogni numero.
Riflessione finale:
Siamo nell'era del carico contestualizzato.
La distanza totale percorsa è un dato del passato.
Il futuro dell'analisi della performance nel calcio è capire cosa produce quella corsa, non solo quanta ne viene prodotta.
Troiani P, Lucadamo A, Pompa D et al. Influence of contextualized physical performance metrics on offensive and defensive outcomes in professional football players. Biol Sport. 2026;43:875–886.
Dopo oltre due settimane di stop, la Serie A1 torna a far sentire la sua voce nella vasca di Santa Maria Capua Vetere. La Rari Nantes Nuoto Salerno esce sconfitta dal primo dei tre scontri diretti cruciali per il rush finale di stagione contro il Circolo Canottieri Ortigia, ma il risultato del tabellone, pur amaro, passa quasi in secondo piano di fronte a una data che resterà scolpita nella storia del club giallorosso.
Il pubblico ha assistito all'esordio ufficiale a referto di un talento purissimo: Claudio Tringali. A soli 13 anni, il giovanissimo portiere ha fatto il suo debutto come riserva nella massima serie maschile. Sedersi su quella panchina, in una partita di tale importanza, non è da tutti: è il segnale chiaro di un talento cristallino che la società salernitana ha deciso di blindare e promuovere con coraggio.
Il match è stato una battaglia di nervi e tattica. La Rari Nantes ha dominato per buona parte del gioco, conducendo il ritmo e mettendo in seria difficoltà la corazzata siracusana. Tuttavia, l'Ortigia ha saputo sfruttare i momenti di stanchezza nel finale, ribaltando il punteggio e portando a casa tre punti pesantissimi. Nonostante la sconfitta, il clima in casa Salerno è di orgoglio, soprattutto guardando ai propri giovani. "Claudio è un talento della pallanuoto, un ragazzo che vive per questo sport. La sua convocazione oggi non è un premio, ma l'inizio di un percorso," si sussurra a bordo vasca.
Sebbene Claudio non abbia ancora bagnato la calottina entrando effettivamente in acqua durante i quattro tempi di gioco, la sua presenza "in piscina" (e non in campo, come direbbero i profani) rappresenta il primo mattoncino di una carriera che si preannuncia destinata a farlo brillare nei palcoscenici più prestigiosi. Per il giovane Tringali, il futuro è già qui. La sconfitta odierna brucia, ma la consapevolezza di avere tra le proprie fila uno dei prospetti più interessanti del panorama nazionale è la vittoria più bella per la Rari Nantes. Banzai, Claudio! Il viaggio è appena iniziato.
La comunità del giornalismo sportivo italiano perde un’altra figura di riferimento. Dopo la scomparsa di Pietro Gargano, arriva la notizia della morte di Franco Esposito, decano della cronaca sportiva e firma autorevole che ha attraversato decenni di sport raccontando imprese, uomini e passioni con rigore e sensibilità. Solo pochi mesi fa, Franco Esposito era stato tra i protagonisti del Premio Salvatore Di Giacomo 2025, nella suggestiva cornice di Sant’Agata sui Due Golfi, dove aveva ricevuto il riconoscimento della sezione dedicata al giornalista Francesco Degni.
Una carriera tra carta stampata e grandi eventi sportivi. Franco Esposito è stato una delle penne più autorevoli del giornalismo sportivo italiano. Inviato de Il Mattino e del Corriere dello Sport, ha raccontato generazioni di atleti e grandi eventi, spaziando dal calcio all’atletica leggera fino all’ippica. Autore di numerosi volumi, ha contribuito a costruire una memoria storica dello sport italiano fatta di storie, sacrifici e trionfi. La sua cifra stilistica era quella di un cronista attento ai dettagli, capace di unire competenza tecnica e profondità umana, qualità che lo hanno reso un punto di riferimento per colleghi e lettori.
Franco Esposito al Premio Salvatore Di Giacomo
La serata di Sant’Agata: memoria viva dello sport
Lunedì 4 agosto 2025, in una piazza gremita ed emozionata, Franco Esposito era stato tra gli ospiti d’onore del prologo del Premio Salvatore Di Giacomo, promosso dalla Pro Loco Due Golfi. Una serata speciale dedicata al ricordo di Francesco Degni e al mito di Varenne, leggenda mondiale del trotto. In quell’occasione, Franco Esposito aveva ricevuto il premio insieme a Giovanni Bruno, in un contesto che celebrava il valore del racconto sportivo come patrimonio culturale. La manifestazione, condotta da Peppe Iannicelli, aveva visto la partecipazione di protagonisti del mondo sportivo e giornalistico, tra cui Gianfranco Coppola e Francesco De Luca.
Particolarmente significativa era stata l’atmosfera della serata, impreziosita dal racconto della straordinaria carriera di Varenne, il “Capitano”, simbolo di eccellenza e passione sportiva. In quella piazza, tra i due Golfi, Esposito aveva rappresentato la memoria storica di un giornalismo capace di emozionare e tramandare valori. Il ricordo
La sua presenza a Sant’Agata, sostenuta con determinazione da Francesco De Luca e da Antonino Siniscalchi, condivisa con entusiasmo dal presidente della Proloco Due Golfi, Donato Iaccarino, resta oggi una testimonianza preziosa: quella di un professionista che fino all’ultimo ha continuato a partecipare alla vita culturale e sportiva del territorio, condividendo esperienza e passione. Con la scomparsa di Franco Esposito se ne va una voce autorevole, ma resta il patrimonio dei suoi racconti, delle sue analisi e di un modo di fare giornalismo che ha saputo coniugare competenza e umanità.
Franco Esposito ringrazia per il Premio Salvatore Di Giacomo
Il Premio Salvatore Di Giacomo, che tornerà nei medi estivi con l'appuntamento dell’edizione 2026, lo ricorderà certamente come uno dei protagonisti più autentici di una serata che ha celebrato non solo lo sport, ma anche chi lo ha saputo raccontare.
Il ricordo di Guanfranco Coppola, presidente dell'Ussi. "Dalla macchina per scrivere al pc. Un rapporto senza pause. Al servizio del giornalismo e del lettore. È triste ed orgoglioso pensando a cosa ha dato alla categoria il saluto a Franco Esposito, per oltre 65 anni tra libri e servizi, check in in aeroporti e stazioni, corse in taxi lui sprovvisto di patente. Da Sport Sud a Il Mattino per poi chiudere al Corriere dello Sport, sempre con la sua città nel cuore. Quando Napoli le dava a tutti l’ultimo di una inesauribile serie di libri. Ha saputo raccontare tutto con competenza, il pugilato – di cui era maestro – al primo posto nel suo indice di gradimento poi la pallanuoto quindi il calcio ma ha trattato ogni disciplina con competenza e rigore. Lo stesso che ha inculcato ai colleghi. Stimatissimo al di là dei premi vinti. Non c’è campione che non sia passato sotto i suoi polpastrelli. Addio ad un autentico fuoriclasse, nobile nell’animo e dotato di personalissimo stile nel racconto dello sport che altro non è che narrazione di pezzi di vita".
Faccio il tifo per il SuperBowl italiano. Sarebbe magnifico se lo Scudetto fosse assegnato con uno spareggio tricolore tra Inter e Napoli che attualmente occupano i primi due posti della classifica di Serie A. Le formazioni di Cristian Chivu ed Antonio Conte sono attualmente separate da sette punti in classifica quando mancano sette turni al fischio finale della stagione. L'Inter è nettamente favorita, in considerazione del vantaggio accumulato, per la conquista del titolo. Sette punti sono un abisso. Ma il bello del calcio è proprio la sua imprevedibilità.
Tutto può succedere in queste sette ultime gare. A cominciare dalle partite della trentaduesima giornata: Parma-Napoli e Como-Inter. La trasferta lariana è di sicuro più impegnativa di quella emiliana. E purtroppo l'Inter ha perso di nuovo Lautaro la sua punta di diamante. Il Napoli potrebbe, vincendo la sfida delle ore 15.00, portarsi a meno quattro dall'Inter in attesa del confronto serale. La pressione potrebbe giocare un brutto scherzo all'Inter riaprendo un campionato che sembrava morto e sepolto prima del derby di Milano.
Anche l'Inter conosce l'handicap delle assenze eccellenti che hanno funestato la stagione del Napoli. Vedremo cosà succederà. Ma i tifosi del Napoli sono autorizzati a sognare e tutti gli sportivi a "tifare" per un campionato combattuto fino all'ultimo respiro proprio come nella passata stagione. Anzi la stagione potrebbe avere anche lo straordinario supplemento dello spareggio Scudetto un vero e proprio SuperBowl italiano da giocare nell'ultima domenica di maggio sotto gli occhi di milioni di tifosi ed appassionati. Sarebbe magnifico vedere Inter e Napoli giocarsi il tricolore con tutti i loro campioni disponibili. Una sfida storica ed indimenticabile che al momento è puramente teorica ma che il campo potrebbe trasformare in una magnifica realtà.
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